News

27 mar 2013

Recupero, ma non solo: l’importanza del foro finestra. Intervista all’architetto Simone Colombo: Roverblok Energy, per il nuovo e per il vecchio

Intervista a cura di Giacomo Sacchetti
Architetti – Periodici Maggioli – Numero 1-2 Gennaio-Aprile 2013

L’incontro telefonico con l’architetto Simone Colombo è stato un’occasione di confronto su temi tecnici e di attualità, legati sì alla crisi che ha colpito il mondo dell’edilizia, e quindi alla difficile situazione che si protrae da più di due anni, ma anche all’importanza che alcune soluzioni possono avere per superare le difficoltà, proponendo la qualità.
Per un’abitazione efficiente, il foro finestra è centrale nell’ambito del sistema casa, al fine di adottare soluzioni valide per risparmiare e non disperdere energia. Abbiamo parlato di nuove costruzioni e di restauri, e dei prodotti per il foro finestra di Roverplastik, azienda con la quale l’architetto collabora frequentemente.

GS. La costruzione a secco è una tecnica costruttiva attraverso la quale il manufatto edilizio si realizza con l’unione di due o più componenti diversi , uniti con tecnologie e giunzioni meccaniche. Oggi viene molto utilizzata in edilizia. Brevemente, da dove ha origine?
SC. La costruzione a secco è un modo diverso di costruire, ma non innovativo: costruzioni di 100 anni fa utilizzavano già metodi che possono ritenersi pienamente gli antesignani di quelli a secco. È sbagliato considerare la costruzione a secco una tecnologia non tradizionale: già dagli anni ’80 la tecnologia a secco per l’involucro è stata importata in Italia dalla Germania, grazie a Vanoncini S.p.A., con cui abbiamo l’onore di collaborare, che è stata azienda pioniera nel settore. Se andiamo oltreoceano, negli USA si trovano edifici con struttura in acciaio già a partire dalla Scuola di Chicago, quindi tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Con le costruzioni in legno possiamo tornare in dietro di qualche secolo.
GS. Quali sono le caratteristiche vincenti di questa metodologia di costruzione? Mi riferisco anche, e in particolare, ai pacchetti a secco per il foro finestra di Roverplastik, azienda con la quale collabora come progettista.
SC. Roverplastik è un tassello fondamentale di tutta la costruzione e del foro finestra, è il collegamento tra pacchetto murario e serramento. Prima si costruisce la struttura primaria e secondaria, poi Roverplastik posa i fori finestra e infine si tampona esternamente e internamente l’ involucro. Roverplastik si occupa di foro finestra e il foro finestra è dentro il sistema costruttivo, trovando collocazione nel pacchetto a secco prefabbricato.
Detto questo, per quanto riguarda i vantaggi dati dalla tipologia, sono due: i tempi di costruzione e le prestazioni. Una volta che il progetto è finito, i tempi di costruzione sono molto più veloci. Si allungano un poco i tempi di progettazione su carta, ma si accorciano quelli in cantiere poiché nel progetto ogni nodo viene studiato in scala 1:1, niente è improvvisato.
L’edificio viene trattato come se fosse una macchina, in tutte le sue componenti. È chiaro che l’approccio mentale è diverso. Il progettista fa il progettista, cioè svolge sino in fondo il suo compito: entrare nei dettagli. Per i progettisti è molto gratificante. Anche Le Corbusier chiamava le case “machine habité”. Negli ultimi decenni in Italia si è dato troppo spazio all’improvvisazione, che non va d’accordo con le prestazioni energetiche. Fino a poco meno di dieci anni fa le tecnologie per l’efficienza energetica, che oggi sono molte ed evolute, e anche un po’ più diffuse, erano un mistero per le imprese di costruzioni. Il secondo vantaggio delle costruzioni a secco è dato dalle ottime prestazioni termo-acustiche, nell’ottica dell’efficienza energetica. Se il foro finestra, il cassonetto per l’ avvolgibile o per il frangisole non sono progettati bene rappresentano una falla all’interno di tutto l’ involucro edilizio. Progettare bene sulla carta questi elementi, come dicevo prima, diventa fondamentale. Realizzare un sistema acusticamente infallibile con la costruzione a secco è più facile di quanto non lo sia con i sistemi tradizionali. Nel momento in cui occorre fare le verifiche di acustica sul posto, a cantiere concluso, alla fine del processo di costruzione della macchina, le soddisfazioni sono grandi. Dal punto di vista termico, la progettazione sulla carta permette di ottenere prestazioni elevatissime: per ottenere determinati risultati, è difficile pensare di costruire in opera il foro finestra, senza progettarlo prima.
GS. Da qui andiamo direttamente a parlare di materiali, il fulcro del sistema poiché devono garantire efficienza energetica. Quali sono i materiali che rendono meglio da questo punto di vista, quali quelli più all’avanguardia?
SC. Il foro finestra di Roverplastik (il Roverblok Energy) è un assemblato di materiali che dà elevate prestazioni termiche e acustiche. La scocca del cassonetto degli oscuranti (frangisole o avvolgibile) è composto da cemento legno (1300 kg/mc, garantisce le prestazioni acustiche) e XPS estruso a cellule chiuse (garantisce l’ isolamento termico). Le spalle verticali e orizzontali sono un assemblato di XPS estruso che garantisce la trasmittanza, fibrocemento nella parte a vista che verrà intonacata e dipinta garantendo la finitura, l’alluminio dei profili che garantiscono il fissaggio meccanico al resto della struttura e costituiscono gli elementi di finitura. Le spalle sono già un elemento finito perché contengono guide per il frangisole e l’alloggiamento del falso telaio e del serramento. È tutto quello che serve per il sistema, manca solo il serramento.
GS. Tali componenti tornano utili in diverse tipologie di intervento edilizio, compreso il restauro, con cui oggi si lavora molto.
SC. Sì, e si lavorerà sempre di più nel recupero e nel restauro, più che nella costruzione ex novo. Questo anche perché vanno riqualificati e migliorati energeticamente non solo gli edifici di 200 anni fa ma anche quelli di 10 anni fa. La questione è: nell’edificio storico la facciata non può essere toccata, quindi è necessario rivedere l’involucro dall’interno, rinnovare il guscio interno dal punto di vista termico e acustico. Anche qui il foro finestra è fondamentale. Roverblok va d’accordo con gli interventi di restauro perché è molto flessibile: il cassonetto non è più uno schema fisso ma lo si può plasmare e realizzare su misura. È questo, in effetti, l’aspetto più innovativo rispetto ai sistemi più tradizionali.
GS. Quindi il sopralluogo in cantiere diventa imprescindibile?
SC. Assolutamente sì. Il progettista deve dialogare con i termotecnici, gli acustici, gli strutturisti per realizzare il progetto migliore. Si visita il cantiere, si raccolgono tutte le informazioni e, in base all’interazione tra le diverse e diversamente qualificate figure professionali e al risultato che l’interazione ha dato, si progetta. Roverblok è il sistema più flessibile che c’è in commercio, fa la differenza perché risolve i problemi: è chiaro che trovandosi di fronte a un sistema “malleabile” è più facile far coincidere le informazioni raccolte in cantiere prima di costruire con il prodotto finito, soprattutto nel caso dell’intervento di restauro.
GS. A volte gli interventi sull’antico sono meno complessi rispetto agli interventi sugli edifici degli anni ’50. È vero o è un luogo comune?
SC. È assolutamente vero, in alcuni edifici antichi troviamo le basi della tecnologia a secco, per esempio i solai in legno che si trovano ancora nei vecchi complessi rurali, ricoperti di cenere o pietra pomice (materiali altamente isolanti) e finiti con pavimentazione in cotto posata a secco, ancor oggi più confortevoli dei solai in c.a. degli anni ’50. C’è più lavoro da fare negli edifici non troppo vecchi rispetto agli edifici più antichi, nelle villette e nelle palazzine degli anni ’70 e ’80.
GS. Le detrazioni del 50% per gli interventi di restauro hanno aiutato l’edilizia o sono stati un buco nell’acqua?
SC. No, non sono stati un buco nell’acqua, l’hanno aiutata. Facciamo un passo indietro. Il blocco è stato inventato in Roverplastik circa 15 anni fa ed è stato per anni una specie di oggetto misterioso: pensare di inserire nel muro un simile manufatto, invece di farlo sporgere sopra la finestra all’interno della casa, era impensabile. Nel Trentino il blocco ha preso piede con largo anticipo sul resto d’Italia. In tutto il Paese, bisogna dire, l’aspetto normativo ha imposto regole che si sono rivelate molto utili per avviare il processo di cambiamento. Anche il processo culturale è stato importante: Casa Clima in particolare, ma non solo, trasformandosi da fenomeno bolzanese a fenomeno nazionale, ha innescato una rivoluzione perché anche i non tecnici hanno incominciato a interessarsi alle tematiche dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Negli ultimi cinque/sette anni il processo innescato ha cambiato la mentalità sia dei tecnici sia dei committenti. Siamo sulla buona strada, ma c’è ancora molto da fare, siamo ancora giovani: in Germania se ne parla da 30 anni. I tempi sono maturi, certo non ci ha aiutato e non ci aiuta la congiuntura economica, motivo per il quale oggi si costruisce meno. Si costruisce meno, ma meglio: sta finendo il tempo dell’edilizia speculativa e si costruisce qualità. Con Roverplastik, per esempio, ci sono alcuni progetti di qualità in dirittura d’arrivo: il Leone XIII è un progetto prestigioso realizzato in centro a Milano con lo Studio Beretta, così come quello in via Tiraboschi, sempre con lo Studio Beretta, sempre a Milano.
GS. A proposito di costruzioni di qualità, il Social Housing e il Co-Housing sono due modi di fare residenziale che si stanno sviluppando molto e, soprattutto, sono la testimonianza del fatto che si può costruire bene a prezzi contenuti.
SC. Si tratta di un argomento giovane. Vale lo stesso discorso del restauro: l’Housing sarà un campo con e per il quale si lavorerà molto. E per lavorare bene bisogna dare ancor più rilievo agli aspetti progettuali, lavorare più velocemente in cantiere, diminuendo i costi di realizzazione. Per prendere questa strada c’è stata una “selezione naturale”. In 5 anni di crisi è effettivamente cambiato il Mondo, e il mondo dell’edilizia.
Renova
Il pacchetto Roverplastik per le ristrutturazioni
Roverplastik ha sviluppato Renova, una serie di prodotti pensati per chi vuole migliorare le prestazioni termoacustiche di cassonetti già installati in un contesto abitativo. Il progetto Renova è stato pensato per le ristrutturazioni edilizie. Si tratta di un pacchetto di prodotti che rientra nell’offerta Posa-Clima, progetto condiviso da diverse aziende che mettono a disposizione dei serramentisti prodotti e materiali di qualità elevata che, abbinati a un metodo di posa innovativo e qualificato, consentono di ottenere prestazioni elevate e garantite nel tempo. Con Renova, costituito da diversi elementi caratterizzati da grande flessibilità, Roverplastik mette a disposizione del serramentista un pacchetto per la riqualificazione energetica del cassonetto. Il pacchetto comprende: i pannelli isolanti Termopav, creati da Roverplastik per la parte orizzontale inferiore del cassonetto; gli spazzolini Spazzofix predisposti per l’incastro della barra porta spazzolino, antispiffero e sagomati per agevolare il taglio a misura; i pannelli flessibili Flexoterm, in materiale isolante espanso, accoppiati con un foglio in alluminio termoriflettente, per isolare il vano intorno all’avvolgibile. I pannelli vengono posizionati con apposite barre di contenimento per garantire una facile ispezionabilità del vano cassonetto e non dover ricorrere, sporcando, all’utilizzo di schiume espandenti in ambienti arredati; con gli stessi pannelli poi si procede all’isolamento dei fianchi laterali del cassonetto. Flexoterm si può tagliare facilmente e senza produrre i pallini generati dal taglio dei comuni pannelli in polistirolo. In abbinamento allo spazzolino applicato al pannello Termopav è prevista, sul lato esterno, la seconda barra porta spazzolino Spazzofix: insieme riducono il passaggio d’aria attraverso la luce esistente tra avvolgibile e serramento della muratura esterna, migliorando notevolmente le prestazioni termiche del cassonetto. Renova permette ai serramentisti di intervenire sul serramento senza sostituire il cassonetto e intervenire sulla muratura: si riqualifica tutto il foro finestra riducendo costi, tempi e disagi per il cliente. Il pacchetto non è “invasivo” e garantisce il livello di efficienza energetica richiesto dalle normative e da un pubblico sempre più attento al risparmio e alla sostenibilità ambientale.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>